Pipistrelli: tra il bene e il male
- Anna Fantini
- 7 ott 2025
- Tempo di lettura: 4 min
Ambiguo per natura, un ibrido tra un topo e un uccello, un mammifero che vola.
Dietro questo piccolo animale si nasconde una miriade di significati e simboli, riconducibili a epoche e culture profondamente diverse tra loro.
La simbologia legata alla figura del pipistrello è da sempre ricca e variegata, al punto da attribuirgli significati persino opposti.
Infatti, il pipistrello non viene visto allo stesso modo nel mondo, tutt'altro. Assume significati totalmente contrastanti, soprattutto nella cultura orientale cinese e in quella medioevale europea.
Il potere simbolico del pipistrello in Cina
La Cina, ricca di significati e simboli legati agli animali, ha una visione ben chiara e molto positiva del pipistrello. In questo Paese, infatti, esso è considerato un vero e proprio portafortuna, riconosciuto da generazioni nella cultura tradizionale cinese.
La prima e più importante ragione è legata al suono delle parole: uno degli aspetti più affascinanti della simbologia cinese è il ruolo centrale dell’omofonia: parole che si pronunciano allo stesso modo ma hanno significati diversi.
In cinese, la parola “pipistrello” si pronuncia come la parola “felicità” o “fortuna” (fú). Questo ha reso il pipistrello un simbolo inequivocabile di positività e prosperità.
Restando nel campo dell’omofonia, il verbo “arrivare” e la parola “capovolto”, si pronunciano anche questi nello stesso modo. Pertanto, quando un pipistrello viene rappresentato a testa in giù, il significato diventa “La felicità è arrivata”.
Questo gioco di parole lo si ritrova spesso su oggetti e decorazioni del Capodanno cinese, diventando a tutti gli effetti un messaggio visivo di buon auspicio.
Secondo antichi testi cinesi, in alcune caverne esisterebbero pipistrelli ultra longevi, addirittura millenari, che si nutrono di stalattiti, assorbendo così sostanze di vita. Questa credenza rende il pipistrello anche un potente simbolo di longevità e salute duratura nella fantasia popolare.
In un paese come la Cina, che si esprime attraverso un linguaggio ricco di simboli, quelli associati al pipistrello sono diversi e ben definiti. Un solo pipistrello rappresenta felicità e longevità, mentre due sono auspicio di buona fortuna.
La raffigurazione dei cinque pipistrelli, infine, incarna il significato più profondo e potente: quello delle cinque benedizioni fondamentali della vita secondo la filosofia confuciana.
Queste rappresentano i pilastri dell’esistenza felice e appagata: una lunga vita, la ricchezza, la salute accompagnata dalla pace interiore, l’amore per la virtù e una morte naturale. Si tratta dell’espressione più completa e raffinata della simbologia positiva legata al pipistrello, che spesso compare su porcellane, tessuti, decorazioni, pitture e oggetti di uso quotidiano con l'intento di trasmettere protezione e buon auspicio a chi ne entra in possesso.

Il pipistrello nell‘Europa medievale
Se in Cina il pipistrello è quasi venerato, in Occidente le cose sono ben diverse.
In particolare durante il Medioevo, nell’Europa cristiana, questo animale ha assunto una simbologia tutt’altro che positiva.
Per i credenti dell’epoca, il fatto che il pipistrello fosse un animale notturno e che vivesse nei luoghi bui come caverne, soffitte o luoghi abbandonati, lo rendeva naturalmente sospetto: nel pensiero cristiano, infatti, la notte e il buio sono spesso metafore del male, della paura, dell’ignoto. Le creature che “sfuggivano” alla luce venivano percepite come ambigue, legate al peccato o al male; nella Bibbia, appunto, l’idea di animali “impuri” si collega spesso agli animali notturni che vivono nella penombra. Il pipistrello, inoltre, è associato a luoghi di peccato, come le catacombe, le grotte, luoghi nascosti o proibiti, che per la mentalità popolare e religiosa dei tempi erano luoghi di tentazione e di nascondiglio per il male.
Nella religione, l’animale oscuro viene spesso associato alle forze demoniache. In particolare nel cristianesimo, le ali dei demoni sono spesso raffigurate come ali membranose, simili a quelle di pipistrelli, non piumate come quelle degli angeli. Persino Dante, nel XXXIV canto dell’Inferno, descrive Lucifero come dotato di ali enormi, prive di piume, e nel sembiante e nella materia simili a quelle del pipistrello.
La presenza di pipistrelli nei pressi di una casa era vista come cattivo presagio: si credeva annunciasse sventure o persino la morte. Per contrastare ciò, si ricorreva a pratiche crudeli come inchiodare vivi i pipistrelli sulle porte o sui muri, nel tentativo di tenere lontani gli spiriti maligni.
Il legame tra pipistrello e vampiri nasce in epoca relativamente moderna, con la letteratura gotica del XIX secolo. Bram Stoker, con Dracula, introduce l’idea del vampiro capace di trasformarsi in pipistrello, rafforzando il legame dell’animale con la notte, il sangue e la paura. Film, illustrazioni e fumetti hanno poi consolidato questa immagine, al punto che oggi il pipistrello è diventato un simbolo per eccellenza del mistero e del terrore.
Questa associazione del pipistrello alla notte, all’oscuro e soprattutto al mondo dell’occulto, ha reso inevitabile, nella cultura popolare moderna occidentale, il suo legame con la festività di Halloween. Incarnando a pieno gli elementi nell’immaginario della festa, che celebra proprio l'incontro tra il mondo dei vivi e quello dei morti, il pipistrello è diventato uno degli animali iconici di questa ricorrenza. Tra decorazioni, costumi, e prodotti commerciali, il pipistrello è ormai consolidato come creatura dell’ombra, legata più al timore che alla fortuna.

Un animale, infinite interpretazioni
Da sempre il pipistrello continua a volare destreggiandosi tra mito e realtà. Che sia venerato come messaggero di felicità o temuto come portatore di sventura, rimane un animale che affascina, inquieta ed incuriosisce. Libero di essere interpretato come meglio uno crede, è esempio perfetto su quanto ogni simbolo cambi a seconda di chi lo guarda.


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