top of page

Le iene: la bellezza del potere femminile

  • Anna Fantini
  • 10 nov 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Un corpo che pare sproporzionato, un’andatura ondeggiante percepita come ostile, un riso stridulo e inquietante: un insieme di caratteristiche che non rendono le iene molto simpatiche e amichevoli a primo sguardo. 

All’occhio umano, tutto ciò che sfugge alla simmetria e all’ordine, come in questo caso, viene percepito come mostruoso e malvagio.


Con la fama di essere soltanto mangiatrici di carcasse, nell’immaginario comune la iena è  da sempre vista come un animale codardo e crudele, avaro e stolto, ma al tempo stesso estremamente pericoloso.


A rafforzare gli stereotipi negativi hanno contribuito miti e rappresentazioni mediatiche: basti pensare al film Il re Leone, dove le iene incarnano il ruolo degli antagonisti, raffigurate come vigliacche, sporche e crudeli. 

Eppure, dietro questa immagine deformata si nasconde un animale sorprendentemente intelligente e socialmente evoluto.



Ordine nascosto dietro al caos


Ciò che non ci si aspetta da questo carnivoro, considerato meramente cattivo e poco intelligente, è la sua costituzione sociale, una vera e propria sfida agli stereotipi patriarcali del mondo animale (e umano). 

Il loro comportamento aggressivo, dominante e sessualmente ambiguo, destabilizza la distinzione tradizionale tra maschio forte e femmina sottomessa. Di conseguenza, nell’immaginario umano, la iena è diventata simbolo del caos, del disordine e dell’inversione dei ruoli. 


E proprio qui si trova la chiave per rivalutarle: ciò che la cultura interpreta come asimmetrico o anomalo è, in realtà, un’altra forma di equilibrio, un ordine matriarcale.


Il matriarcato delle iene


Le iene maculate possiedono una delle società più complesse e affascinanti del regno animale, basate sul potere delle femmine, che dominano completamente i maschi.


La femmina alfa, la matriarca, occupa il vertice delle gerarchie, seguita dalle sue figlie in ordine di età. Le femmine sono più forti, più grandi e più aggressive dei maschi, i quali non tentano quasi mai di sfidare la loro autorità: la struttura sociale è rigidamente rispettata.

Sono proprio le femmine a scegliere attivamente il partner con cui riprodursi, preferendo maschi giovani, sottomessi e non aggressivi, i quali devono sostenere un lungo corteggiamento non aggressivo per ottenere l’accoppiamento. 


Il comportamento dominante del genere femminile non è assolutamente un caso, ma ha un fondamento biologico: durante lo sviluppo fetale, l’organismo delle iene produce a livelli altissimi gli androgeni, ormoni sessuali tipicamente maschili, che conferiscono loro forza e aggressività.

Gli stessi ormoni determinano anche la loro morfologia: le femmine possiedono un pseudo-pene, che consiste in un clitoride allungato, attraversato dal canale urinario e vaginale. Questo particolare genitale serve per urinare, accoppiarsi e addirittura partorire, rendendo quest'ultimo un processo rischioso, con un tasso di mortalità neonatale che può superare il 60%. 


Maschi e femmine risultano quindi molto simili nell’aspetto, tanto che è difficile distinguerli senza un’osservazione completa del loro comportamento.

Il saluto tra femmine adulte, che avviene tramite l’ispezione reciproca dei genitali, rappresenta un rituale unico in tutto il regno animale.


La gerarchia della loro società si riflette anche durante la caccia, dove l’accesso al cibo è prioritario per le femmine e i propri cuccioli. Questo privilegio influenza direttamente la sopravvivenza del gruppo, poiché i piccoli delle femmine dominanti crescono più forti e con un’aspettativa di vita maggiore.


La stabilità del gruppo dipende dalle alleanze femminili, un po’ come nelle società umane dove il potere si costruisce anche attraverso legami sociali, non solo con la forza. Le iene maculate possiedono una delle strutture sociali più complesse tra i carnivori, paragonabile a quella dei primati. 



La rivincita delle iene


Da “brutte e cattive” a potenti e intelligenti: la loro società matriarcale ribalta l’immagine della femmina sottomessa e mostra come il potere possa esistere anche fuori dai canoni estetici e morali umani.


Il loro aspetto disordinato e la loro voce stridula diventano così il simbolo di un ordine diverso, dove la forza femminile non chiede approvazione, ma semplicemente esiste.


1 commento


jacofochi
10 nov 2025

👏🏻

Mi piace
bottom of page