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Pesce Blob: dal più brutto al più amato

  • Immagine del redattore: Animali Brutti
    Animali Brutti
  • 17 ott 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Abbiamo scherzato fin qua ma, ragazzi, il Pesce Blob è davvero brutto.


La bruttezza di questo povero pesce è aggravata e al contempo mitigata dalla pietà che ti suscita: basta guardarlo in quella facciona un secondo per capire che è consapevole di essere brutto e se ne dispiace. Per amore di chiarezza voglio informarvi che il suo aspetto è puramente decontestualizzato. Infatti, negli abissi dove risiede l’elevatissima pressione dell’acqua lo rende un pesce comune; arrivando in superficie le sue membrane molli si sfaldano e diventa il cuscinetto trasparente che conosciamo. Cosa ci insegna questa informazione? Non giudicare un libro dalla copertina: magari si trova nella libreria sbagliata!


È anche un pesciotto gentile, pensate che se ne sta tutto il tempo stravaccato attendendo molluschi e altre piccole specie. Vive in acque profonde tra 600 e 1.200 metri e per sopravvivere ha sviluppato le sue carni decisamente poco toniche per poter galleggiare sul fondale indisturbato. Purtroppo, l’attività di pesca e il riscaldamento globale contribuiscono al rischio di estinzione della specie, già non aiutata dalla sua difficoltà nella riproduzione (che tuttavia viene compensata dalla sua longevità: può vivere più di un centinaio di anni!).



Nel 2013 è stato dichiarato “Il pesce più brutto del mondo” e una piccola parte di voi, quelli empatici si intende, alla notizia si sentiranno sinceramente dispiaciuti per il poveretto. Ma vi porto buone notizie, non siete soli! Nel corso del tempo si è sviluppato un nutrito numero di piccoli fan che hanno preso a cuore la causa del Blob Fish: paradossalmente, facendolo vincere il contest di bruttezza lo stanno salvando.


L’umiltà dietro il nasone gelatinoso del Blob sembrerebbe averlo premiato. La Mountains to Sea Conservation Trust, organizzazione ambientalista a difesa delle specie marine trascurate, di recente ha lanciato un sondaggio per la scelta del Pesce dell’Anno. In Nuova Zelanda la sfida è stata accettata da due noti conduttori radiofonici, Sarah Gandy e Paul Flynn, che hanno smosso una grande massa mediatica verso la sensibilizzazione del Blob Fish. Il risultato? Proprio quest’anno, nel 2025, il Blob è stato nominato Pesce dell’Anno, attirando così un’attenzione inedita verso le specie ignorate e non tutelate a causa del proprio aspetto. Un bellissimo messaggio di speranza che spero raggiunga il vostro cuore.

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