Le zanzare: schiacciarle, o schiacciare il cinque?
- Animali Brutti
- 2 set 2025
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Agosto, due del pomeriggio. Spiaggiati sul letto, l’arsura vi impedisce di addormentarvi, il sudore vi incolla alle lenzuola, l’attaccatura dei capelli è umida e rovente. Il ronzio di una zanzara inizia a tormentare le vostre orecchie, con disarmante chiarezza vi svolazza in piccoli circoli davanti agli occhi e si posa sulla coscia. In quel fatale momento chiamate a raccolta tutta la frustrazione di settimane afose, e con una sorta di odio generazionale, pensando alle migliaia di zanzare che l’hanno preceduta e che hanno segnato numerose notti insonni, colpite implacabili. Diciamocelo, c’è forse qualcosa di più soddisfacente dello schiaffeggiare una zanzara? Ironia della sorte, il 20 agosto si “celebra” la giornata dell’insetto meno celebrato al mondo: nel 1897 il premio Nobel per la medicina Ronald Ross scoprì il collegamento fra le zanzare Anopheles e la trasmissione della malaria. L’ obiettivo della giornata dedicata è quello di sensibilizzare i cittadini sul tema delle malattie da loro trasmesse.
Eppure, anche una fervente hater delle zanzare quale sono io non può evitare di scavare più a fondo, e cercare di apprenderne l’utilità. In questo modo si potrebbe pensare se non ad apprezzarle (credo che neanche San Francesco potrebbe), quantomeno capirne il posto all’interno dell’ecosistema. Iniziamo con una buona notizia: le zanzare “comuni” che ci tormentano ogni estate non sono pericolose. Le Culex pipiens, così si chiamano, sono del tipico colore marroncino grigiastro e hanno dimensioni che variano tra i 5 e i 7 millimetri. Si riproducono nell’ acqua stagnante, fiumi, pozze e contenitori incustoditi. Ahimè, termina qui la solidarietà femminile infra-specie: la femmina è la principale responsabile delle punture, in quanto si nutre di sangue per poi deporre le uova in acqua, in gruppi chiamati "barchette".

La zanzara Culiesta, come la Culex pipiens, appartiene naturalmente al territorio italiano, motivo per cui vengono definite specie “autoctone”, ma questo tipo di zanzara è di maggiori dimensioni e di colore più scuro. Queste due specie non rappresentano un pericolo per l’uomo, visto che non sono in grado di trasmettere malattie a noi fatali. Tuttavia, svolgono un ruolo importante per l'ecosistema di cui fanno parte: tutte le zanzare adulte si nutrono principalmente di zuccheri di origine vegetale, assunti tramite il nettare dei fiori. Contribuendo alla pollinazione di diverse specie di piante, possiamo stabilire che anche le zanzare sono degli insetti impollinatori. In più le zanzare adulte, una volta morte o predate, si decompongono liberando sostanze nutrienti per le piante. Inoltre, le larve delle zanzare ripuliscono l'acqua in cui vivono da sostanze organiche e batteri. In pratica si può parlare di una sorta di ciclo della vita della zanzara che inizia con la pulizia dell’acqua e termina diventando materiale nutriente per le piante.

Con la nuova prospettiva che abbiamo acquisito, il fatto che il sangue dei mammiferi sia la loro benzina sembra un piccolo prezzo da pagare. Esse, inoltre, sono cibo a loro volta per volatili e altri insetti, garantendo la biodiversità degli habitat in cui esse vivono. Abbiamo appurato che uno scopo nel mondo questi animali brutti ce l’hanno. Potrebbe non essere sufficiente a giustificare anni di sofferenze e nottate insonni, però non possiamo negare che hanno una loro dignità e utilità che va ben oltre l’essere un punch-ball in miniatura.


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