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Lumache: bruttezza al tatto

  • Immagine del redattore: Gaia Moretti
    Gaia Moretti
  • 2 ott 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Se l’idea di una lumaca vi fa storcere il naso, questo articolo è per voi. Lo ammettiamo: non sono gli animali che ti vengono in mente se pensi a qualcosa di carino. Il loro fascino non sta nella pelliccia morbida o negli occhi da cerbiatto, ma in un’eleganza discreta, umida, che spesso ignoriamo. Ma se il nostro blog si chiama Animali Brutti, è proprio per guardare oltre le apparenze e scoprire la bellezza nascosta.

E le lumache ne hanno da vendere.



Un mondo di guscio e bava

Il termine “lumaca” è un po’ generico ed in realtà racchiude una varietà sorprendente. Le lumache più comuni sono:

  1. quella che tutti conosciamo, con il guscio a spirale ovvero la chiocciola (Helix pomatia o semplicemente lumaca);

  2. poi ci sono i lumaconi, che hanno perso il guscio nel corso dell'evoluzione per muoversi più velocemente;

  3. ed infine non dimentichiamoci le lumache di mare (Tritia mutabilis), che sembrano gioielli viventi, tanto sono colorate e particolari.



Fatti che vi faranno cambiare idea?

  • Non possono morderti. Le lumache non hanno denti come i nostri, ma una lingua rasposa chiamata radula, che può avere fino a 20.000 denti microscopici. È come una piccola grattugia che usano per mangiare foglie e vegetali.

  • Velocità? No, ma ci sanno fare. Non saranno le più veloci, ma la loro scia di muco ha una funzione incredibile: li protegge dalle superfici ruvide e dai pericoli, oltre a funzionare come una sorta di “tappeto mobile” che riduce l’attrito. Questo muco, tra l'altro, ha proprietà rigenerative ed è usato in molti prodotti cosmetici.

  • Super sensi. Le lumache sono praticamente cieche, ma compensano con un olfatto e un tatto eccezionali. I loro tentacoli (sì, quelli che sembrano antenne) sono in realtà degli organi sensoriali che le aiutano a esplorare il mondo.


Un ruolo fondamentale

Forse pensate che le lumache non siano utili, ma non è così. Svolgono un ruolo essenziale, specialmente nei giardini e nei boschi. Mangiano foglie in decomposizione, funghi e materia vegetale morta, contribuendo a ripulire il terreno e a trasformarlo in humus fertile. Senza di loro, la decomposizione sarebbe molto più lenta e gli ecosistemi ne risentirebbero. Inoltre, sono una fonte di cibo per uccelli, ricci e altri animali (oltre che per gli umani più coraggiosi).


La bruttezza al tatto

Se anche a voi, come a me, davanti alla vista di una qualsiasi lumaca si stringe la gola, vi si arriccia il naso ma allo stesso tempo non riuscite a distogliere lo sguardo, allora credo di potervi dire quale sia la causa della vostra reazione. Il nostro disgusto non è associato al senso della vista ma a quello del tatto. Quella bava, quella consistenza umida, ci ripugna. Il problema è che le lumache sono VISCIDE. Il tatto, che di solito associamo a sensazioni piacevoli, associato alle lumache crea un senso di disagio e repulsione. Non a caso, usiamo lo stesso aggettivo per descrivere una persona che non ci piace: "una persona viscida". Le lumache ci danno l'occasione di riflettere sul fatto che che la bellezza e la bruttezza non derivino esclusivamente dall'immagine dell'oggetto, da come noi lo vediamo, ma possono scindersi completamente da questo senso, tanto da poter avere un aspetto piacevole e suscitare comunque disgusto. La lumaca può essere definita "bella" e "carina" se la si guarda solo con gli occhi, ma se si cerca di conoscerla anche attraverso il senso del tatto diventa ripugnante. Questa distinzione ci viene abbastanza naturale nella vita di tutti giorni, basti pensare a quante volte abbiamo detto "è proprio una bella persona" senza pensare minimamente al suo aspetto fisico, perché la bellezza in questo caso è determinata dalla morale dell'oggetto.

In conclusione...

Io non posso sapere come sia la morale di una lumaca, ma se togliamo il ribrezzo che ci suscita, quella scia di muco è un capolavoro della natura, un mezzo di sopravvivenza e protezione. La viscidità è, per la lumaca, la sua forza.

E chissà, magari la prossima volta che ne vedrete una non vi si arriccerà il naso.

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