Murene: i predatori nascosti del mare
- Rosa Sofia Rotiroti

- 6 nov 2025
- Tempo di lettura: 2 min

Nascoste tra le fessure delle barriere coralline, silenziose e spesso temute per il loro aspetto inquietante, le murene sono tra i predatori più affascinanti e sottovalutati del mondo marino. Con il loro corpo serpentiforme, le mascelle piene di denti affilati e la pelle priva di squame, questi pesci potrebbero facilmente sembrare usciti da un film dell’orrore. Eppure, dietro l’estetica spigolosa, si celano abilità sorprendenti e un ruolo ecologico fondamentale.
Le murene appartengono alla famiglia Muraenidae e vivono per lo più nei mari tropicali e subtropicali. A prima vista, il loro corpo allungato ricorda un serpente, ma ciò che le rende davvero uniche è la doppia mascella: oltre a quella principale, ne possiedono una seconda, detta mascella faringea, nascosta nella gola. Questa si proietta in avanti per afferrare la preda e trascinarla all’interno, in modo simile a quanto visto nella celebre creatura del film Alien. Si tratta di un adattamento evolutivo rarissimo, che consente loro di cacciare anche in spazi angusti dove altri predatori non riescono ad arrivare.
Le murene sono predatori notturni, dotati di un olfatto molto sviluppato che compensa la vista poco acuta. Cacciano pesci, crostacei e molluschi, spesso sorprendendoli tra le rocce grazie al loro corpo flessibile e muscoloso.
Ma non cacciano sempre da sole: in alcune zone del mondo sono state osservate collaborare con altri predatori, come le cernie. In queste battute di caccia cooperative, le due specie si coordinano: la murena esplora le fessure, scacciando le prede, mentre la cernia le intercetta in acque aperte. Un comportamento complesso, raro tra i pesci, che dimostra una sorprendente intelligenza ecologica.
Nonostante la loro fama sinistra, le murene svolgono una funzione cruciale negli ambienti marini: mantengono l’equilibrio della catena alimentare controllando la popolazione di piccoli pesci e invertebrati. Senza di loro, molte barriere coralline rischierebbero squilibri ecologici pericolosi, come la proliferazione incontrollata di alcune specie invasive.
Inoltre, alcune murene ospitano relazioni mutualistiche con pesci pulitori che rimuovono parassiti e residui dalla loro pelle e bocca, dimostrando che la cooperazione è più diffusa di quanto si pensi, anche tra predatori.
Sebbene spesso considerate "brutte", molte specie di murena presentano colori vivaci e motivi straordinari. La murena nastro blu, ad esempio, è di un azzurro brillante con bordi gialli; la murena tigrata sfoggia invece macchie scure su sfondo chiaro, un mimetismo perfetto per la vita tra le rocce.
In natura, l’aspetto ha sempre uno scopo: protezione, caccia, mimetismo. E quello delle murene è semplicemente funzionale alla perfezione.
Le murene non sono soltanto “brutti mostri del mare”: sono predatori straordinari, dotati di adattamenti unici e capaci di comportamenti complessi. Il loro ruolo nella salute degli ecosistemi marini è tanto importante quanto spesso ignorato.
Osservarle con occhi nuovi significa riconoscere quanto la natura, anche nei suoi aspetti più insoliti, sia geniale e perfettamente bilanciata.



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