BENVENUTE MOSCHINE
- Klea Maro

- 19 ago 2025
- Tempo di lettura: 4 min

Le mosche: universalmente detestate, ronzanti disturbatrici di pranzi e pisolini… eppure, poverine, un lato positivo ce l’hanno pure loro. Non è un caso che, essendo il logo del nostro sito, il primo articolo sia proprio dedicato a loro e alla loro pessima reputazione. Perché sì, per molti restano “animali brutti”, ma forse è arrivato il momento di scoprire che dietro a quelle zampette appiccicose c’è molto di più.
Cerchiamo quindi di valutare questo animale per una volta da un punto di vista diverso, partendo dalla definizione che il dizionario della Treccani dà del termine “mosca”:
Genere di insetti ditteri brachiceri dal corpo tozzo, con solo il primo paio di ali atte al volo, essendo il secondo paio modificato a formare due strutture per la stabilizzazione del volo (bilancieri); l’apparato boccale è di tipo succhiatore non perforante, costituito essenzialmente dal labbro inferiore (labio) che si allunga a formare una robusta proboscide terminata da due ampî palpi labiali (labelli) membranosi, fra i quali termina l’apice del labbro superiore; le mandibole sono ridotte o assenti.
Abbiamo capito quindi che le mosche sono insetti con una loro particolare e specifica struttura fisica. Ma non tutti sanno che questi animali ronzanti possono rivelarsi anche incredibilmente utili!
Diciamolo: le mosche non hanno certo un ufficio marketing ben organizzato. In estate ti rovinano il picnic, ti atterrano sul gelato e ti fanno scattare il riflesso di scacciarle. Ma sotto quei grandi occhi composti e quel ronzio insistente, si nasconde un esercito di lavoratrici instancabili che, volenti o nolenti, ci aiutano a vivere in un mondo più pulito, più sano e persino più goloso.
1. Anche loro impollinano (e non solo margherite)
Le api sono regine indiscusse dell’impollinazione, ma le mosche non stanno certo a guardare. Volando di fiore in fiore, si sporcano di polline e lo distribuiscono un po’ ovunque, in maniera apparentemente disordinata ma estremamente efficace. Si stima che contribuiscano all’impollinazione di almeno il 70% delle colture alimentari e siano indispensabili per piante come cacao, mango, avocado, anacardo e colza. Quindi la prossima volta che metterete il cacao su un dolce vi ricorderete di ringraziare le mosche per quella bontà!
E non è tutto: vengono già “assunte” per impollinare colture come more, carote, cipolle, erba cipollina e fragole… che al mercato mio padre comprò…
2. Campionesse dell’alta quota
Mentre le api si trovano a disagio in alta montagna, le mosche volano tranquille anche sopra i duemila metri, diventando impollinatrici fondamentali in ambienti dove le api sono rare o assenti. E a differenza delle loro colleghe operose, non devono badare a un alveare o a una prole: possono vagare libere, spargendo polline a destra e a manca. Nonostante infatti la mosca abbia solo 2 ali, rispetto ad altre specie come l’ape e la vespa che hanno 2 paia di ali, grazie a una potente muscolatura può sbatterle più di 200 volte al secondo, ovvero 12.000 battiti al minuto!
3. Gli spazzini che non ti aspettavi
Lo so, non è elegante dirlo… ma le mosche sono delle vere addette alle pulizie. Mangiano carcasse, rifiuti organici e qualunque avanzo commestibile trovino. Così impediscono che montagne di spazzatura e animali in decomposizione restino in giro a puzzare (e a diffondere malattie). Se sparissero, l’ambiente diventerebbe presto molto meno vivibile.
4. Detective con le ali
Senza distintivo ma con un talento speciale: le mosche aiutano la polizia scientifica a risolvere casi. Analizzando il tipo di mosche e lo stadio delle larve trovate su una scena del crimine, si può stimare l’ora della morte. Un’abilità sfruttata già nel XIII secolo in Cina quando lo studio degli stadi larvali di questo insetto ha permesso agli scienziati forensi di stimare l’ora del decesso di un cadavere!

5. Una vita breve ma intensa
In media, una mosca vive tra i 15 e i 25 giorni, ma non perde tempo: in meno di un mese può deporre fino a 500 uova. E ha una “vista” sul tempo quattro volte più veloce della nostra, il che forse spiega perché sia così difficile catturarla. La mosca infatti vede al rallentatore: secondo uno studio scientifico, la mosca percepisce il tempo “più lentamente” dell’uomo e quindi rileva su scala i movimenti del suo ambiente più sottile. Ad esempio, quando il cervello dei Ditteri elabora 200 immagini e informazioni al secondo, quello dell’uomo ne interpreta 25. Questa straordinaria abilità spesso gli dà un vantaggio quando proviamo a prenderle.
6. Larve che salvano arti
Fa un po’ impressione, ma è scienza pura: le larve di alcune mosche vengono usate in medicina per curare ferite croniche, come ulcere diabetiche e piaghe da decubito. Mangiano solo il tessuto morto, lasciano intatto quello sano e, grazie alla loro saliva antibatterica, stimolano la guarigione. Un metodo che, secondo studi, può evitare fino al 70% delle amputazioni.
E poi rispondiamo una volta per tutte alla domanda più gettonata, ovvero “Ma perché ronzano soprattutto in estate?” Essendo insetti a sangue freddo, la loro attività dipende dalla temperatura esterna. Con il caldo estivo, diventano particolarmente attive e prolifiche.
Morale della storia: la prossima volta che una mosca vi svolazza intorno, prima di maledirla pensateci due volte. Sì, è un po’ invadente… ma senza di lei il nostro pianeta sarebbe meno pulito, meno fertile e, forse, un po’ meno vivo.



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